Lettere al Direttore

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Parigi e la Siria, capire le cause dell’orrore

18 nov 2015


La Francia sgancia bombe sulla Siria, quest’ultima, in risposta, scatena gli attacchi terroristici su Parigi; François Hollande, in nome della vendetta, comanda ulteriori offensive in Siria le quali, a loro volta, scatenano altra violenza e sia che si tratti di uomini kamikaze o di sofisticate armi radio-elettroniche, l’effetto non cambia e non si differenzia nemmeno più dalla causa.

I media occidentali legittimano da sempre le incursioni belliche in Medio Oriente con paroloni quali lotta al terrorismo, democrazia, solidarietà internazionale. Noi inorridiamo, a ragione, innanzi alle stragi di Parigi, ma non ci indigniamo ugualmente per la carneficina quotidiana che dilaga in Medio Oriente o in Africa.

Forse la morte di un occidentale vale più della morte di un africano o di un siriano? O forse è politically correct ammazzare con l’utilizzo di moderne tecnologie e non lo è altrettanto facendosi esplodere? Si tratta in entrambi i casi dell’assassinio di persone innocenti vittime di giochi di potere orchestrati da una regia astuta e subdolamente perfetta.

La guerra non ha nulla a che fare con gli ideali della democrazia; ci sono solo materie prime da sfruttare, armi da vendere, protesi e medicinali da commercializzare, ed è in nome di questi obiettivi che vengono stabilite a tavolino le stragi necessarie per legittimare gli attacchi utili ad alimentare il business dei padroni del mondo.

Lo sanno tutti che le prime ad aver violato i diritti umanitari e internazionali sono state le potenze occidentali e che il più grave crimine internazionale, il crimine di aggressione, è causa di tutti gli altri crimini.
È l’Occidente che rifornisce di armamenti l’Area mediorientale e nordafricana ed è ovvio che queste armi vadano a foraggiare anche l’Isis, Al Qaeda e gli altri gruppi fondamentalisti.

Quel che è successo a Parigi è tremendo e non è in alcun modo giustificabile, come non sono giustificabili la stragi che le potenze occidentali stanno operando in Siria; si tratta di cause ed effetti che si rincorrono in un cerchio senza fine alla base del quale ci sono giochi politici condotti in nome di interessi economici.

Tutto si svolge secondo i piani, una perfetta strategia che sta dando i risultati voluti. A noi che non siamo nella stanza dei bottoni restano solo da leggere i fatti per quelli che sono; i media fanno leva sulle emozioni che decidono di innescare a seconda dell’obiettivo che i padroni del mondo vogliono raggiungere: devono essere i siriani a fare la parte dei cattivi? Ecco allora il dito puntato su di loro facendo piangere ed indignare noi europei con i fatti di Parigi e facendoci poi sentire legittimati a sganciare bombe sulla Siria, come giusta vendetta per il sangue sparso.

Se invece è il Medio Oriente a voler far apparire noi europei colpevoli, il focus è sui civili siriani quotidianamente ammazzati dalle potenze occidentali, allo scopo di legittimare la vendetta parigina dei kamikaze. Ma come sono arrivate le armi a questi kamikaze? Chi è causa del suo mal...

Continuare a parlare di sangue non fa altro che accrescerlo, ma in fondo è proprio questo che si vuole: alimentare il male perché, dietro il sipario della morte, c’è il dio denaro in nome del quale alcuni piccoli uomini agiscono investiti e annebbiati dal potere di cui hanno bisogno per non percepire il vuoto assoluto che li spacca dentro.

Una goccia pulita da parte di tutti contro la malvagità

11 gen. 2016
 

Mia figlia ha dimenticato l’iPhone in un bagno pubblico del centro di un’affollata città australiana. Se ne è accorta mezz’ora dopo. Troppo tardi. Il cellulare era sparito. Siamo andati all’ufficio informazioni del quartiere per tentare l’impossibile e... Il telefono era già stato portato lì.

Ci siamo allora chiesti se un episodio analogo sarebbe potuto succedere anche in Italia. Risposta dei ragazzi all’unisono: no. Risposta mia: sì. Sì se, come disse Madre Teresa, ognuno di noi è una «piccola goccia di acqua pulita».

È davvero tanto difficile? È difficile restituire un resto ricevuto in eccesso? O un portafoglio trovato pieno di banconote? O offrire un caffè ad uno sconosciuto?
No. Non solo non è affatto difficile, ma sono in molti ad agire in tal modo. E più lo si sperimenta più lo si fa dilagare.
Certo, esistono anche le sanguisughe, i parassiti, i malvagi, ma la loro sopravvivenza potrebbe diventare sempre più dura se il mare di acqua pulita si espandesse fino a confinarli in una poccia putrida.

«A cosa serve essere onesti quando i più rubano?». Potrei sussurrare che ognuno i conti li fa con la propria coscienza quando la sera si mette a letto, ma se questa sembra retorica, allora dico che basta agire semplicemente da egoisti. Sì, egoisti, perché tutto torna indietro. Proprio tutto.
È sufficiente diventare attenti osservatori della propria vita per accorgersene.

Il nuovo anno è appena iniziato. Spetta a ognuno di noi decidere se essere acqua pulita o acqua sporca.
Alla fine della nostra vita potremo racchiudere in una mano le decisioni che l’avranno marchiata. A noi la scelta. Le possibilità di far nevicare bellezza sono sconfinate per i cuori liberi di amare.

La borsa rubata e restituita al proprietario

23 ott 2014

Qualche giorno fa ho trovato una borsa in un parcheggio di San Felice del Benaco; conteneva medicine, un portafoglio con varie carte di credito, una chiave della macchina e altri effetti personali.
Prima di portare la borsa alla stazione dei carabinieri di competenza, ho contattato la banca tedesca che figurava sulla carta di credito e ho chiesto loro di avvertire del ritrovamento il titolare della stessa, un tale Grimm Uwe.

La telefonata del Sig. Grimm non è tardata ad arrivare; nessuna traccia del denaro, ma tutto il resto c’era e ho provveduto, a mie spese e con il beneplacito dei carabinieri, alla spedizione del maltolto, allegando le righe che seguono: «Gent. Sig. Grimm, mi spiace molto che la sua borsa sia stata rubata, ma sono felice di poterle restituire, se non il denaro, almeno gli effetti personali.

È bello non sentirci gli uni separati dagli altri, ma tutti parte di un unico disegno all’interno del quale poterci vicendevolmente aiutare. Nonostante quanto successo sul lago di Garda, mi auguro che lei potrà ancora scegliere il nostro Paese quale meta per le sue vacanze. Un caro saluto».

La differenza? Un’opera d’arte che si può vivere

27 giu 2016

Un'opera d'arte che si può vivere, è questo che fa la differenza.

Floating Piers è arte che calpesti, che annusi, che… barcolli.
È un nuovo modo di percepire l'acqua e di trasfigurare un’isola.

Un paesaggio diverso che diventerà miraggio quando, fra pochi giorni, non esisterà più e chi non l'avrà visto potrà dubitare del fatto che sia mai esistito. Perché la vita a volte è così. Ti dà qualcosa di reale che vedi, tocchi, respiri poi, in un battito d’ala, non c'è più. Come la morte. E ti guardi indietro e ti chiedi come saresti stato se l'avessi saputo prima.
Adesso lo sai: puoi camminare sulle acque per alcuni giorni e solo quelli saranno.

Cambia qualcosa?
Annuso l'aria che sa di lago, osservo le anatre e penso che per loro ogni istante sia già così, una realtà che esiste nella perfezione del momento. Semplicemente.

Grazie Christo per avermi fatto sperimentare il mutare della natura addomesticata dall'uomo e per aver dato all'uomo la possibilità di godere consapevolmente del presente perché… non serve arrivare alla fine per ricordarsi che ogni minuto la contiene già.