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SANTA LUCIA NON È UNA QUESTIONE DI ETÀ 

Una notte piena d’emozione, difficile addormentarsi, c’è l’attesa della sorpresa, sta per succedere qualcosa di fantastico e accadrà tutto fra poche ore. In un battito di ciglia spalanchiamo gli occhi, abbiamo dormito poco, ma siamo sveglissimi.

È ancora buio e la casa è abitata dal silenzio. Scattiamo a sedere sul letto con gli occhi fuori dalle orbite, non stiamo più nella pelle, è ora di uscire dal tepore delle lenzuola, ma non prima di aver fissato il pavimento scossi da un tumulto di timore e speranza insieme che ci fa trattenere il fiato.

Sorridiamo ricominciando a respirare: lei c’è. La stradina colorata di caramelle inizia proprio dal nostro letto. Appoggiamo i piedi sul pavimento e la seguiamo riempiendoci sulle prime le manine di dolcetti, ma rimandando la raccolta a dopo perché esplodiamo di curiosità e le gambette ci stanno già portando in fretta di là.

Usciamo dalla camera, il corridoio è avvolto dal buio, la linea golosa ci guida, accendiamo la luce con il cuore a mille e… “Ohhhhh!” ci blocchiamo alla vista della stradina fatata che finisce proprio dove inizia il mondo dei balocchi.

Ce la ricordiamo l’eccitazione di quella notte? I campanellini che ci facevano sussultare, le carote e la farina gialla per l’asinello, i biscotti o il caffè per la Santa?

12 dicembre 2020, ci siamo. Stiamo per entrare nella notte di Santa Lucia, una data che non smette mai di esistere dentro di noi perché, quel che sta per succedere, non è una questione di età, ma una questione di cuore.

Non avremmo, infatti, mai potuto vivere la magia di Santa Lucia se ‘lei’, ogni 13 dicembre, in compagnia di asini e sbadigli, non fosse stata animata dal desiderio di donare giochi, dolci, gridolini, emozioni…, in una parola, amore.

E quell’amore è ancora qui, ora, e sta per avvolgere non solo i bambini, ma anche i grandi che sceglieranno di sintonizzarsi sulla frequenza magica di chi dona per il puro piacere di donare.

Il nome Lucia deriva da ‘lux’, luce, e allora eccoci tutti protagonisti di un giorno speciale nel quale diffondere luce facendo piovere centinaia di doni dal cielo.

Come? Offrendo ad una o più persone sconosciute un gesto cortese, un fiore, un caffè, un lumino, quello che vogliamo. Il tutto, naturalmente, in assoluto anonimato. A prova di Santa.

E allora mi piace immaginare mani amorevoli che scrivono parole gentili su di un biglietto, lo mettono con una candela in un sacchetto colorato, lo chiudono con un fiocco e lo lasciano sull’uscio di una porta o sul parabrezza di una macchina.

Mi piace pensare alla bellezza di un gesto incondizionato che decolla dal cuore e atterra leggero sulla soglia di un’umanità che ha sostituito il verbo prendere con il verbo dare.

Mi piace sognare la gratitudine di chi troverà un regalo inaspettato e la cascata di sorrisi che quella sorpresa innescherà.

Infine mi piace guardare a questa vita così difficile, così spietata, ma al contempo così generosa da lasciarci liberi di scegliere chi essere. Ogni ‘santo’ giorno.

 

12 dicembre 2020
#GiornaleDiBrescia

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