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UNA RISATA PER LA TERAPIA DEL BUONGIORNO

Nell’antica Cina c’erano tre monaci che giravano per i villaggi diffondendo gioia; non dicevano nulla, solo si mettevano al centro della piazza e iniziavano a ridere contagiando, con la loro allegria, coloro che incuriositi si avvicinavano.

Quando l'ilarità arrivava a coinvolgere tutti gli abitanti, i saggi partivano alla volta di un altro paese.

Nessuno sapeva perché quei tre ridessero, si diceva che avessero scoperto una sorta di «scherzo cosmico» che rendeva la vita leggera.

Con il passare degli anni i monaci invecchiarono e un giorno, nella piazza di un villaggio, uno dei tre morì.

Gli altri due non persero il buonumore e prepararono la pira funeraria. Nel deporre il cadavere sulla catasta di legna, i monaci si accorsero che, nelle vesti del morto, c’erano alcuni fuochi d’artificio che presto esplosero trasformando il funerale in festa.

I due amici si misero a ballare via via seguiti dalla gente, e quella morte si trasformò in una nuova vita.

Potrebbe sembrare eccessiva, questa storiella, ma contiene un’importante verità: ridere fa un gran bene e numerosi studi scientifici l'hanno dimostrato.

Il Dr. Fry dell’Università di Stanford, affermò ancora negli anni ’60, che la risata profonda è un esercizio fisico che rinforza il sistema immunitario, diminuisce la probabilità di infezione delle vie respiratorie e produce endorfine.

Il Dr. Berk, della Loma Linda University, scoprì che l’aspettativa della risata, al pari della risata stessa, fa aumentare gli anticorpi e aiuta altresì il cervello nella regolazione del cortisolo e degli ormoni dello stress;

inoltre un esperimento su un gruppo di pazienti ai quali furono fatti vedere, ogni giorno per un anno, trenta minuti di spezzoni di film umoristici, evidenziò un notevole innalzamento del colesterolo buono e una diminuzione del 60% delle proteine C reattive associate al diabete di tipo 2.

Altre ricerche dimostrarono che la risata riduce il rischio di patologie cardiache, agisce come antidolorifico e come antidepressivo, diminuisce la pressione sanguigna ed è energizzante per la mente e per il corpo.

Alla luce di tutto questo, perché non introdurre nelle nostre case la terapia del buongiorno? Non sarà difficile. Il mattino, davanti allo specchio, potremmo ridere del nostro essere arruffati di sogni e sbadigli, dello sguardo a mezz’asta ancora immerso nei voli onirici o dell’improponibile look da appena svegli.

In seguito, durante la giornata, potremmo dedicare alcuni minuti ad un libro o ad un film comico, alla pratica dello yoga della risata, all’auto-produzione mentale di immagini leggere o al ricordo di eventi che ci hanno fatto sbellicare dalle risate.

Tutto questo non solo ci aiuterà molto, nell’immediato, ma sarà anche un prezioso riflesso dell’inesauribile sorgente di «allegria cosmica» che non ha mai smesso di zampillare fuori e dentro di noi.

Ci sono Maestri spirituali, religiosi e laici, che vivono immersi in questa Fonte.

Costoro si sono abbandonati alle profondità del loro Sè e, come i tre monaci della storiella, sperimentano uno stato di perenne letizia; non sono pazzi, ma preziosi testimoni dell’oltre, un oltre che già ci appartiene e che, paziente, attende il nostro risveglio.

 

   

#13 marzo 2021
#GiornaleDiBrescia


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