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CONTORNARSI DI BEI FUSTI FA VIVERE MEGLIO

Sono stati gli alberi, a stregarmi. È successo in Finlandia quando, per una settimana, ho vissuto immersa nella foresta all’interno di un cottage interamente costruito con tronchi di abete.

Tutt’intorno solo pini, pecci, betulle e fiocchi di neve che, grazie alle glaciali temperature lapponi, si posavano intatti sulla coltre immacolata.

Ogni giorno mi tuffavo nella bellezza di quel candido manto di cristalli che mi accoglieva asciutto e girovagavo fra i giganti austeri e i giovani fuscelli che, piegati dal niveo peso, sorridevano tanto al mio perdermi, quanto alla mia tranquillità di sentirmi avvolta da un abbraccio amico.

Poi sono tornata, ero innamorata cotta e qui calerebbe il sipario, se non fosse che prima di allora non sapevo che il mio cuore potesse frizzare impazzito non per un uomo, ma per la vita! Evaporavo amore, investivo d’entusiasmo luoghi e persone, non potevo farci niente, succedeva.

Merito dei bei fusti? La scienza dice di sì.

In Gran Bretagna hanno dimostrato come l’aumentata presenza di alberi nel raggio di 3 km dalle case, influisca in modo sostanziale sul benessere delle persone;

Roger Ulrich, ricercatore dell'università del Delaware, ha scoperto che i ricoverati con identica patologia in un ospedale della Pennsylvania nelle camere con vista sugli alberi, venivano dimessi prima e avevano bisogno di meno antidolorifici rispetto ai ricoverati in camere vista muro;

uno studio realizzato a Toronto ha stabilito che piantare 11 alberi in più per isolato, fa aumentare la qualità di vita dei singoli abitanti, come se il loro reddito pro capite annuo fosse superiore di 20.000 dollari;

a Firenze lo scienziato Stefano Mancuso ha fatto eseguire un semplice test di attenzione a 2 gruppi di bambini, metà in aula con comodi banchi ma nessuna presenza di piante e l’altra metà nel parco della scuola: nonostante le maggiori distrazioni, i bambini seduti fra gli alberi hanno svolto in media il compito nella metà del tempo.

Addentrandomi nelle verdi vicende, ho così scoperto che la presenza dei nostri saggi amici aumenta il benessere psicofisico dell’individuo, accresce la memoria e l’attenzione, diminuisce i crimini contro la persona, allevia la depressione, ha effetti benefici, oltre che sull’umore, sulle patologie cardiovascolari, riduce lo stress, abbassa la pressione sanguigna e, sul fronte dell’inquinamento e dell’emergenza climatica, rimuove l’anidride carbonica migliorando la qualità dell’atmosfera e purificando l’aria dagli inquinanti e dalle polveri sottili.

Mi chiedo: perché non riempiamo le nostre case, le scuole, gli uffici, i negozi, le fabbriche e le città di piante?

Tappezziamo gli edifici di rampicanti, orniamo balconi e piazze con alberi da frutta, trasformiamo periferie e centri in boschi, perché nella natura ci siamo evoluti ed è tornando alla natura che potremo rigenerarci.

Ci pensate alla meraviglia di camminare in un centro urbano con la sensazione di essere in una foresta?

Attiviamoci insieme, è di vitale importanza per la nostra salute e per la vita del pianeta. In quanto all’epilogo, è già scritto: attorniati da abbracci verdi, cuori fioriti e sguardi frondosi, finiremo per innamorarci tutti quanti, e allora sì che le nostre città scintilleranno di bellezza, indomabile entusiasmo e sorrisi. Milioni di sorrisi.

 
#13 febbraio 2021
#GiornaleDiBrescia
 

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